Archivi del mese: aprile 2013

Torta Salata di Zucchine

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Quella che vedete nell’immagine è una deliziosa torta salata di zucchine. In qualità di studentessa alle prese con intere giornate da trascorrere in giro, questo tipo di alimento è una soluzione alternativa al solito panino, e di certo più economica rispetto a qualsiasi pranzo consumato fuori.

Confesso che, fino a poco tempo fa, ogni tipo di torta salata propinatami da mia madre, grande fan del genere, mi faceva rabbrividire. Istinti di ribellione tardo-adolescenziali? Strascichi di un’infanzia passata ad odiare le verdure? Probabile! Sta di fatto che ora che sono una donna adulta(?), non solo riesco ad apprezzare le infinite varietà di quiche che la mia adorata genitrice continua a sfornare, ma ho deciso di provare una delle sue ricette in prima persona. E, ovviamente, di condividere i risultati del primo esperimento.

Oltre a essere buona, bella da vedere, sana e tante altre belle cosine, questa torta è scandalosamente facile da preparare e si conserva in frigo per almeno 3 giorni, liberando la testa dalla martellante domanda che mi affligge ogni giorno: “e oggi che cacchio mi faccio da mangiare?!”, e dalla conseguente “quale casino riuscirò a combinare oggi in cucina?”. Per sfamarvi per 3/4 pasti consecutivi avete bisogno di:

1 rotolo di pasta sfoglia

2 zucchine

200 gr di ricotta

2 uova

1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

Cuocete in padella le zucchine, intanto mischiate ricotta, parmigiano e uova in una terrina, stendete la pasta sfoglia nella teglia e versateci il composto. Quando le zucchine saranno cotte, trasferitele nel ripieno e mischiate delicatamente per distribuirle omogeneamente. Ripiegate i bordi della pasta e infornate a 180° C per 50 minuti circa.

Mi sento in dovere di specificare che anche questi semplicissimi passaggi nascondono delle insidie: il vostro forno potrebbe decidere di ribellarsi e surriscaldarsi a dispetto delle vostre direttive. I gusci delle uova potrebbero infidamente non rompersi al primo colpetto, per poi sfracellarsi rovinosamente nella ciotola al secondo. Si sa che la cucina è una giungla piena di pericoli. Se siete imbranati come me, vi auguro buona fortuna. Se invece siete fatine e folletti dei fornelli, vi supplico, spiegatemi come fate!

Vi lascio con una bel dettaglio artisticissimo e significativissimo della mia prima torta salata, in tutta la sua zucchinità e formaggiosità!

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Viaggetto a San Sebastian

Erasmus è un progetto volto a favorire la mobilità tra studenti universitari e, diciamocelo, funziona alla grande: ormai chi non ha almeno 10 amici sparsi per l’Europa a far finta di studiare, o è personalmente via ad “arricchire il proprio bagaglio di esperienze” (alcoliche)? Ma soprattutto, chi non ha prenotato un volo Ryanair (maledetti strozzini) con la scusa “eh, c’ho l’amico in Erasmus, lo vado a trovare”.Esattamente quello che ho fatto io questa Pasqua: trasferimento di massa a San Sebastian, Paesi Baschi, per andare a trovare l’amica in Erasmus. Si sentiva sola senza di noi. Già!

Tralasciando il tempo infame e i collegamenti non proprio comodi (aereo a Saragozza e da lì 4 ore di pullman! Questa è amicizia vera!), consiglio a tutti di includere questa cittadina sull’oceano in un tour della Spagna. Non a caso chiamata “la perla dell’oceano”, San Sebastian  è incantevole, elegante e raffinata nello stile, tanto da ricordare la Francia, la quale è a un tiro di schioppo.

Se gli edifici e i viali ricordano Parigi, l’atmosfera che si respira è di certo spagnola: gente amichevole e sorridente, locali alla mano e serate festaiole. Una per tutte: il giovedì, caratterizzato dal pintxo pote (leggasi, “pincio”). Preparate il fegato, vi aspetta un lungo preserata saltando da un bar all’altro, smangiucchiando tartine con calamari e minipanini al jamòn serrano accompagnati da birra o vino, il tutto a prezzi irrisori. 2 euro per un pintxo e una bevanda, dalle 7 alle 11 di sera. Ma la serata non è finita, siamo in Spagna, ricordatevelo. Fate un giretto in città vecchia e infilatevi in un discopub a caso, non ve ne pentirete: l’ingresso è gratis e un bicchiere di vino costa un euro, ed è pure buono!

Unica pecca del viaggio: il tempo! Nella mia testa “Spagna” e “sole splendente” si equivalgono, ma San Sebastian mi ha fatto fare un letterale bagno di realtà: pioggia o nuvole più o meno tutti i giorni,  e un’amabile aria umida che ti entra nelle ossa e te le fa ammuffire! La mia meteoropatia non mi ha però impedito di godermi  il viaggio, tanto più che anche tra un acquazzone e l’altro, siamo riuscite ad avere una mattinata di sole splendente, di cui vi lascio una foto random, assieme alla Catedral del Buen Pastor, sotto un tetto di nubi grigie e gonfie di pioggia.

Piazzetta con tanto di alberelli in fiore

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Catedral del Buen Pastor

Fonte immagine Scudo di San Sebastian: http://it.wikipedia.org/wiki/San_Sebasti%C3%A1n

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