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Lucertola

I personaggi di questi racconti sono tutti alle soglie di una trasformazione a cui potremmo dare il nome di “speranza”: a un tratto si accorgono di qualcosa che fa rivivere loro sensazioni dimenticate e scoprono l’esigenza di entrare in azione come non hanno mai fatto in passato. Il loro disagio, la loro angoscia nel fare i conti con i propri fardelli spirituali e il sollievo della liberazione sono gli altri temi che tratto nel libro.

Da “Lucertola”, di Banana Yoshimoto.

è una raccolta di racconti brevi, ovvero uno dei miei generi preferiti perché i personaggi vengono colti in un momento di svolta della loro esistenza. Il racconto cattura quell’attimo, ma non si dilunga su cosa succede dopo. Non ci è dato sapere esattamente a cosa porterà quella svolta, di cui forse il protagonista non si è nemmeno accorto. è un genere, secondo me, sempre vagamente malinconico, e lo stile della Yoshimoto rende perfettamente questa malinconia dolce.

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Incipit – Moshi Moshi

“Partiamo sempre dal torbido quando cominciamo qualcosa di nuovo. Poi però arriva il momento in cui tutto inizia a scorrere limpido, e in tranquillità prende a seguire il suo corso naturale”

Da “Moshi Moshi”, Banana Yoshimoto.

Banana Yoshimoto, una delle mie scrittrici preferiterrime, racconta la storia di Yoshie e del suo trasferimento nel quartiere di Shimokitazawa, Tokyo, per superare la morte del padre assassinato. La trama detta così è indubbiamente deprimente, e se conoscete la Yoshimoto saprete che di certo non tratta temi allegri. A me piace molto il modo semplice e sereno con cui descrive momenti di dolore.

In ogni caso, era la citazione che mi ha spinto a usarla come primo libro e primo post: a volte iniziamo le cose senza sapere bene come gestirle, ma poi queste cominciano a svilupparsi da sé e il loro corso si snoda in maniera naturale, appunto.

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